RIFORMA DEL COPYRIGHT: COME CAMBIA L’USO DI INTERNET IN UE

In: Blog il: lunedì, novembre 19, 2018 Visualizzazioni: 50

La riforma del diritto d’autore e del copyright online è una questione annosa e ampiamente dibattuta negli ultimi mesi. Data la confusione sull’argomento, cerchiamo in questo blog di chiarirci le idee riguardo a questo importante cambiamento che il web si prepara ad affrontare.

Nel mirino della questione non vi è l’intera direttiva europea – l’atto legislativo che intende favorire la creazione di un mercato unico digitale fra tutti i paesi membri dell’UE – bensì due articoli che compongono la delibera e che hanno catturato l’attenzione mediatica: l’articolo 11 e l’articolo 13

L’articolo 11 (o link tax), riguarda la “protezione delle pubblicazioni di carattere giornalistico in caso di  utilizzo digitale” e – in poche parole –  prevede l’istituzione di una vera e propria tassa ogni qual volta venga condiviso un articolo e mostrata la sua anteprima (le classiche due o tre righe che compaiono sotto all’indirizzo della pagina). L’articolo 13 (o upload filter), è relativo all’”utilizzo di contenuti protetti da parte di […] servizi di condivisione […] online che memorizzano e danno accesso a grandi quantità di opere e altro materiale caricati dagli utenti” e prevede l’adozione di misure più stringenti per controllare in anticipo tutti i contenuti caricati dagli utenti e verificare se sono coperti da copyright.

La riforma ha scatenato del clamore perché potrebbe cambiare l’uso di internet in Europa (e non solo) e creare non pochi problemi ai colossi del web come Facebook e YouTube; anche l’indicizzazione degli articoli sui motori di ricerca, la condivisione di meme e il semplice utilizzo di Wikipedia potrebbero avere delle complicazioni a causa dell’apposita licenza d’autore necessaria per pubblicare contenuti. Ciò comporterebbe una stretta sorveglianza da parte delle piattaforme e un controllo vigile e attento su tutto ciò che gli utenti possono caricare con la possibilità di bloccare e cancellare contenuti. Un esempio proposto è quello di YouTube e della sua tecnologia Content ID, un riconoscimento automatico che controlla tutte le immagini presenti in ogni video per verificare la presenza di contenuti protetti da diritti d’autore.

Allo stato attuale delle cose, il 12 settembre 2018 la nuova legge sul copyright ha ricevuto il via libera per diventare a tutti gli effetti una riforma. Rispetto all’impianto originale, ha subito delle modifiche: sono esonerate dall’obbligo di rispettare le nuove regole sul diritto d’autore Wikipedia, le piattaforme open source, le ricerche scientifiche condivise dallo stesso autore e i meme; lo stesso vale per le piccole e medie piattaforme ma non per i colossi del web come Facebook e Youtube che dovranno pagare per i contenuti protetti caricati. Oltre a ciò sarà consentita la condivisione tramite collegamento ipertestuale di singole parole ma gli snippet (foto e breve testo di presentazione) saranno coperti da copyright e soggetti a pagamento per il loro utilizzo. 

Il verdetto finale dovrebbe giungere a gennaio 2019 quando la legge sarà votata definitivamente. Di seguito, la palla passerà agli Stati membri per rendere operative le disposizioni auspicando una maggior collaborazione tra le grandi piattaforme web e i detentori dei diritti d’autore.